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COOPERATIVA AGRICOLA IL FORTETO
Fraz. Riconi 16, - Dicomano (FI)
Tel. 055-8448376
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Una grande tenuta tra i comuni di Vicchio e Dicomano, in Toscana dove vivono oltre cento persone. Esportano prodotti caseari in tutto il mondo, accolgono adulti e minori in difficoltà e si battono per un aggiornamento del diritto di famiglia.

Le origini

La cooperativa agricola Il Forteto si costituisce nell’agosto del ’77 per iniziativa di un variegato gruppo di circa quaranta giovani dell’area di Prato. Sin dal principio, quello che spinge i ragazzi pratesi ad abbandonare le prospettive della loro città, è soprattutto la voglia di crescere insieme, impegnandosi in un reciproco ascolto e solidarizzando con persone disagiate. Inizialmente si incontrano una volta a settimana nei locali di una parrocchia, poi sempre più spesso, discutendo insieme anche dei loro problemi più intimi, finché non decidono di intraprendere l’avventura della vita comunitaria.

Ispirati da don Milani

Una delle loro figure ispiratrici è il sacerdote don Milani, di cui ripropongono, in chiave decisamente laica, l’ideale cristiano di ascolto e sostegno dei deboli e degli indifesi. Iniziano dunque a lavorare nei campi in modo avventuroso e precario e ad accogliere e coinvolgere persone bisognose di aiuto. Nel corso degli anni incontrano problemi anche gravi, ma la buona coesione interna consente loro di uscire anche dalle secche peggiori ed oggi, assieme a tanti altri che hanno deciso, nel tempo, di aderire al progetto, vivono un’esperienza unica in Italia.

La proprietà

La proprietà dell’azienda-comunità si estende su circa 500 ettari, spingendosi sino ai bordi della statale che attraversa il Mugello. Boschi cedui folti di querce, carpini e castagni, punteggiati da ginepri e qualche sorbo coronano meleti, campi coltivati e terreni adibiti a foraggio. Qua e là piccoli invasi artificiali - scavati per l’irrigazione - e un lago più grande, realizzato soprattutto per i bambini. Una bella villa padronale - con eleganti salottini di rappresentanza o di semplici chiacchiere post-prandiali - e casolari di residenza. Poi un grande parcheggio e, poco più avanti, il centro commerciale. Si tratta di un vero e proprio supermercato con un’offerta particolarmente poliedrica: prodotti biologici, biodinamici e convenzionali, del mercato equo ma anche della Nestlé.

Lavoro ed economia

La cooperativa fattura 15 milioni di euro l’anno ed impiega tutti i membri della comunità, oltre a 40 dipendenti esterni. Produce soprattutto frutta, prodotti caseari - esportati anche in Russia e Giappone - e carne. I bovini, tutti rigorosamente di razza Chianina, sono alimentati con foraggi biologici di produzione aziendale, ma l’allevamento non ha la certificazione bio.
La maggior parte dello stipendio di ciascun socio (la retribuzione di un operaio agricolo) viene depositato in una cassa comune. In questo modo la comunità può farsi carico dei bisogni basilari dei suoi membri: spese mediche, scolastiche e domestiche, affitto di appartamenti per le vacanze estive, spese di trasporto, comprese le numerose auto di cui può disporre chiunque sia in grado di guidarle. In cambio di questi servizi ogni membro della comunità riceve uno stipendio mensile di circa 130 euro.

Un nuovo modello di famiglia

Uomini e donne, pur formando spesso nuclei familiari, dormono separati in camere più o meno grandi. Questa formula di convivenza, che non vuole essere rigida né definitiva, è stata decisa dopo anni di vita in comune e a seguito di molte assemblee di condivisione in cui sono state considerate a fondo le differenze tra i due sessi.
I minori accolti nella comunità, generalmente con un passato difficile o con handicap fisici o mentali, sono circa venti, affidati a diversi nuclei familiari.
L’affido è una tematica molto sentita al Forteto, dove per lavorare meglio sul fronte della solidarietà interumana e dell’incontro empatico con l’altro e con il disagiato viene creata, nel 1998, una fondazione. Questa inizia presto ad organizzare convegni con operatori sociali e sanitari e a finanziare ricerche scientifiche di buon livello, ad esempio quella del sociologo Giuseppe Ferroni, sui sorprendenti effetti terapeutici della convivenza comunitaria al Forteto su persone traumatizzate o con disagi psicologici.
Al Forteto si mangia tutti insieme, malgrado il numero cospicuo dei membri. La sala è piuttosto grande e ha tre lunghi tavoli in legno di castagno. Ogni sera, dopo cena, i membri si trattengono insieme, discutono aspetti organizzativi della cooperativa (la cui gestione è assembleare) e si confrontano sulle loro dinamiche relazionali.

Una famiglia comunitaria

Il Forteto inoltre, di concerto con gli Elfi, con Basilico e con Bagnaia, sta studiando il modo di equiparare giuridicamente la dimensione comunitaria - in materia, ad esempio, di eredità e di questioni fiscali - alla famiglia.
Al Forteto un aspetto meritorio e singolare è che si rifiutano contributi statali per i ragazzi presi in affido. Il Forteto è aperto a tutti, ma per soggiornare nella comunità è necessario prenotare una stanza nell’agriturismo della cooperativa. Non è prevista la formula dello scambio-lavoro ma va anche detto che il Forteto vuole iniziare a relazionarsi seriamente con la variegata costellazione degli ecovillaggi italiani, valorizzando il proprio essere comunità.

Ultimo aggiornamento: 08.06.2006

 
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